Sospensione della pena per i reati da “Codice Rosso”? Il legislatore dice sì, ma a certe condizioni

Un padre di famiglia si rivolgeva allo Studio Legale Luciano-Ballo & Associati perché gli era stato notificato avviso di conclusione delle indagini preliminari per il reato di maltrattamenti in famiglia nei confronti della convivente, con l’aggravante di averlo commesso in presenza dei figli minori della coppia.

Esaminati gli atti di indagine consistenti in numerose testimonianze e di alcuni referti di Pronto Soccorso, gli avvocati elaboravano la strategia difensiva più opportuna ai fini di evitare una possibile pena detentiva.

Gli avvocati Alessandro Luciano e Gianluca Ballo formulavano un’istanza di applicazione della pena su richiesta delle parti (c.d. patteggiamento ex art. 444 c.p.): dopo aver conferito con il Pubblico Ministero, che forniva il suo parere favorevole, concordavano la possibile pena da scontare determinandola in un anno e 10 mesi (così ridotta per la scelta del rito), prevedendo anche la partecipazione dell’indagato ad un percorso riabilitativo presso un Ente  che svolgesse il compito di assistenza agli uomini maltrattanti, con incontri educativi a cadenza settimanale, utili a comprendere le motivazioni della violenza ed a trovare i metodi per prevenire e controllare l’indole in modo da non commettere ulteriori reati.

Infatti, l’art. 165 comma 5°  c.p. prevede che nei casi di condanna per reati da c.d. “Codice Rosso”, la sospensione condizionale della pena sia sempre subordinata alla partecipazione e al superamento con esito positivo di specifici percorsi di recupero dell’indagato presso Enti che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero dei condannati per tali reati.

Nel caso che ci occupa, il Giudice per le Indagini Preliminari di Padova, nulla ostando, accoglieva l’istanza dei difensori dell’uomo applicando la pena concordata, concedendo il beneficio della pena sospesa per effetto del positivo esito del percorso di ravvedimento certificato dalle relazioni del centro di assistenza che l’indagato aveva frequentato.

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